Il Coro Penne Nere, nei suoi 60 anni di storia, ha visto  il susseguirsi di 4 direttori.
Il primo, nonché storico, direttore del Coro Penne Nere è stato Guido Sportelli, che è rimasto alla direzione per più di 40 anni. A lui si sono susseguiti Alessandro Jannel e Alessandro Comoglio. Dal 2010 la guida del coro è stata affidata a Marilena Alberti, che è tutt’ora direttore delle Penne Nere.

LA DIRETTRICE
Marilena Alberti

Diplomata in Pianoforte principale, è docente di Educazione Musicale presso la Scuola secondaria di primo grado di Villeneuve (Ao).Ha frequentato corsi di vocalità, direzione di coro, informatica musicale, didattica della voce con i Maestri Barchi, Berrini, Conci, Cordero, Cucci, Donati, Gini, Lanaro, Mazzuccato, Neumann, Paraninfo, Tabbia, Zecchi, Zagni. Ha tenuto corsi di aggiornamento, per conto della Siem, per i docenti della scuola primaria. Ha fondato nel 1998, e ne è stato direttore artistico fino al 2008, il coro “Les Notes Fleuries du Grand Paradis”, coro giovanile, con il quale ha svolto un’intensa attività concertistica e ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti (il terzo premio al Concorso Internazionale di Rimini, la fascia oro al XXVI concorso nazionale corale F.Gaffurio di Quartiano). Nel 2007 ha conseguito l’attestato di specializzazione in direzione di coro frequentando il corso organizzato dalla Fondazione Istituto musicale della Valle d’Aosta e patrocinato dalla Comunità Europea. Attualmente è impegnata come direttore del coro scolastico dell’Istituzione Scolastica M.I.Viglino di Villeneuve e collabora con il coro Polifonico di Aosta. Dal 2010 ha assunto anche la direzione del Coro Penne Nere di Aosta.

IL DIRETTORE STORICO
GUIDO SPORTELLI

Per descrivere la storia e la persona di Guido Sportelli non basterebbero molte pagine di un libro, anche perché più cose si dicono e più fatti, avvenimenti, episodi e aneddoti vengono in mente. Guido è stato il Direttore del Coro Penne Nere per oltre 40 anni, esattamente dal 1962 fino al 2003, anno in cui gli è succeduto Alessandro Jannel.

In tutti questi anni Guido è stato, per tutti noi coristi, una figura carismatica, piena di fascino, che ha sempre saputo guidare il Coro con grande professionalità, curandone la preparazione nei minimi dettagli. Dal punto di vista umano, dopo i primi approcci un po’ formali, dovuti chiaramente al suo ruolo di Direttore e ad una indubbia autorevolezza, tutti noi abbiamo scoperto in lui una grande umanità e una sincera amicizia che molti continuano a coltivare ancora oggi.

La grande qualità che ha sempre contraddistinto il Coro Penne Nere è stata quella di riuscire a formare un gruppo molto unito dove amicizia e coralità si fondono in un insieme armonioso, unico ed originale, al quale Guido Sportelli ha dato un contributo essenziale e determinante. Grazie ai suoi sacrifici (regolarmente una volta a settimana saliva da Torino ad Aosta per la serata di prove), alla sua grande esperienza ma soprattutto alla sua amicizia e alla passione nei confronti del Coro si può sperare che ancora per molti anni, pur attraverso auspicabili ed inevitabili avvicendamenti, il Coro Penne Nere possa continuare a mietere applausi e consensi in tutte le sue attività.

La testimonianza del risalto e dell’importanza che Guido ha sempre avuto nel mondo corale nei suoi 40 anni di attività, nel mese di settembre 2007, in occasione della festa della Valle d’Aosta, è stato nominato “AMICO DELLA VALLE D’AOSTA” dall’Amministrazione Regionale, in quanto attraverso il canto e la musica ha sempre promosso e valorizzato la cultura, le tradizioni e le origini della nostra Regione.

Quando deve raccontarsi, a Guido piace farlo così:
“Quando si dice le coincidenze! La mia “tradotta” era appena partita da Torino diretta, per fortuna, non al Piave, ma alla Scuola Militare Alpina di Aosta, dove avrei prestato il servizio di nomina come sottotenente di complemento. Ma, senza che lo sapessi, un’altra “tradotta” mi stava accompagnando in quel viaggio. Era la canzone di trincea della guerra 15-18 che, con incoscienza tipica dei principianti, avevo armonizzato, almeno speravo, nello stile della S.A.T. di Trento, quando non avevo ancora vent’anni e cantavo del coro “La Grangia” di Torino. Alcuni amici valdostani che avevo conosciuto a Torino e che condividevamo con me la passione del canto corale, se la ricordavano, e così, il giorno stesso del mio arrivo alla Scuola, il maresciallo di servizio mi comunicò che ero atteso, la sera, alla sede dell’Associazione Nazionale Alpini di Aosta. Ci andai e mi chiesero di prendere la direzione del Coro Penne Nere, che cantava già da alcuni anni con ottimi risultati, ma che era rimasto senza direttore. Non avevo mai neppure pensato di dirigere un coro ma, con la solita incoscienza, accettai subito. Tanto, mi dissi, se la cosa non funziona, fra otto mesi dovrò comunque tornare a Torino, nel frattempo ho la possibilità di continuare a fare attività corale. Non immaginavo certo che il coro Penne Nere avrebbe avuto una parte così importante nella mia vita, che nel coro avrei trovato i miei migliori amici, che avrei festeggiato i loro matrimoni, la nascita di figli e nipoti e che avrei sofferto con loro nei momenti più tristi. Ma questa è un’altra parte, e non meno importante, della storia.”

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