L'Impegno Sociale del Coro - Il terremoto in Friuli del 1976


 

Il Coro è molto unito e riesce a trasmettere sentimenti di umanità e di serenità in tutte le sue esibizioni. E' allora del tutto normale che, in occasione di gravi calamità, senta al proprio interno la necessità di aiutare il prossimo in difficoltà, trovando le forze e le energie necessarie ad organizzare aiuti anche su larga scala.

Nel 1976 non esiste ancora la Protezione Civile, perciò il Coro Penne Nere è, diciamo così un modesto precursore di quella che sarebbe stata una grande organizzazione la cui necessità ed utilità è riconosciuta in campo nazionale ed europeo.

Nel maggio 1976, a poche ore dal tremendo sisma che causa morti ed ingenti danni alle popolazioni del Friuli, il Coro si attiva prontamente, allestendo nei locali messi a disposizione dall'Azienda di Soggiorno del Comune di Aosta, un centro di raccolta di fondi e di materiale che gli Aostani forniscono con molta sollecitudine e senso di partecipazione. I fondi ed il materiale raccolto vengono trasportati direttamente in Friuli da un gruppo di coristi coadiuvati da parenti e amici, nonchè da professionisti che offrono il proprio contributo. Il ruolo del Coro è essenzialmente quello di coordinare gli enti e le persone che offrono disponibilità e aiuto alle popolazioni sinistrate. Dopo una notte di viaggio, con una decina di camion e furgoni, con una cucina militare da campo messa a disposizione dalla Scuola Militare Alpina e scortato dai Vigili Urbani di Aosta, il gruppo arriva nel centro della zona sinistrata tra Tarcento e Ardegna dove è raggiunto dal prof. Ardito Desio, il quale lo indirizza verso il paese di Magnano in Riviera. Tale comune non ha ancora ricevuto nessun tipo di aiuto, eccezion fatta per il primo soccorso, nonostante i tanti morti e decine di costruzioni disastrate e inabitabili. Il Gruppo si mette subito all'opera coadiuvato dal Sindaco ed altri volontari del paese e già la sera del primo giorno si è in grado di servire numerosi pasti caldi e molte decine di senzatetto sono ospitati nel campo allestito.Altri gruppi si succederanno nelle settimane e mesi successivi fino all'autunno quando l'organizzazione riesce a costruire chalets in legno nelle quali molte famiglie vittime del sisma vivranno per anni, in attesa della ricostruzione del paese. Con l'impegno della città di Aosta si construisce anche un centro polivalente nel comune di Magnano. Tutto questo slancio di solidarietà (con l'accoglienza di famiglie disastrate in Valle) dura per più di due anni, nessuno cerca mai delle ricompense o degli elogi, ma è innegabile che, grazie alla fantasia e allo slancio umanitario del Coro Penne Nere si sia compiuto un buon lavoro per il quale, ancor oggi, si riscontra negli occhi di chi è stato soccorso un senso di gratitudine e di amore.

Un salut e un auguri furlan a tut! Stin contens...Ho nin avut tan dolor, ma ho vin caput che tal mont alè tant amor...Volunsi ben e stin allegrie.
Un grasie grant a duc che de Val d'Aosta che nus han ospitat.
Mandi...mandi

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