Per descrivere la storia e la persona di Guido Sportelli non basterebbero molte pagine di un libro, anche perché più cose si dicono e più fatti, avvenimenti, episodi e aneddoti vengono in mente. Guido è stato il Direttore del Coro Penne Nere per oltre 40 anni, esattamente dal 1962 fino al 2003, anno in cui gli è succeduto Alessandro Jannel. In tutti questi anni Guido è stato, per tutti noi coristi, una figura carismatica, piena di fascino, che ha sempre saputo guidare il Coro con grande professionalità, curandone la preparazione nei minimi dettagli. Dal punto di vista umano, dopo i primi approcci un po' formali, dovuti chiaramente al suo ruolo di Direttore e ad una indubbia autorevolezza, tutti noi abbiamo scoperto in lui una grande umanità e una sincera amicizia che molti continuano a coltivare ancora oggi.
La grande qualità che ha sempre contraddistinto il Coro Penne Nere è stata quella di riuscire a formare un gruppo molto unito dove amicizia e coralità si fondono in un insieme armonioso, unico ed originale, al quale Guido Sportelli ha dato un contributo essenziale e determinante. Grazie ai suoi sacrifici (regolarmente una volta a settimana saliva da Torino ad Aosta per la serata di prove), alla sua grande esperienza ma soprattutto alla sua amicizia e alla passione nei confronti del Coro si può sperare che ancora per molti anni, pur attraverso auspicabili ed inevitabili avvicendamenti, il Coro Penne Nere possa continuare a mietere applausi e consensi in tutte le sue attività.
La testimonianza del risalto e dell'importanza che Guido ha sempre avuto nel mondo corale nei suoi 40 anni di attività, nel mese di settembre 2007, in occasione della festa della Valle d'Aosta, è stato nominato "AMICO DELLA VALLE D'AOSTA"dall'Amministrazione Regionale, in quanto attraverso il canto e la musica ha sempre promosso e valorizzato la cultura, le tradizioni e le origine della nostra Regione. Clicca QUI vedere il video della premiazione.
Quando deve raccontarsi, a Guido piace farlo così......
"Quando si dice le coincidenze! La mia "tradotta" era appena partita da Torino diretta, per fortuna, non al Piave, ma alla Scuola Militare Alpina di Aosta, dove avrei prestato il servizio di nomina come sottotenente di complemento. Ma, senza che lo sapessi, un'altra "tradotta" mi stava accompagnando in quel viaggio. Era la canzone di trincea della guerra 15-18 che, con incoscienza tipica dei principianti, avevo armonizzato, almeno speravo, nello stile della S.A.T. di Trento, quando non avevo ancora vent'anni e cantavo del coro "La Grangia" di Torino.
Alcuni amici valdostani che avevo conosciuto a Torino e che condividevamo con me la passione del canto corale, se la ricordavano, e così, il giorno stesso del mio arrivo alla Scuola, il maresciallo di servizio mi comunicò che ero atteso, la sera, alla sede dell'Associazione Nazionale Alpini di Aosta.
Ci andai e mi chiesero di prendere la direzione del Coro Penne Nere, che cantava già da alcuni anni con ottimi risultati, ma che era rimasto senza direttore. Non avevo mai neppure pensato di dirigere un coro ma, con la solita incoscienza, accettai subito. Tanto, mi dissi, se la cosa non funziona, fra otto mesi dovrò comunque tornare a Torino, nel frattempo ho la possibilità di continuare a fare attività corale. Non immaginavo certo che il coro Penne Nere avrebbe avuto una parte così importante nella mia vita, che nel coro avrei trovato i miei migliori amici, che avrei festeggiato i loro matrimoni, la nascita di figli e nipoti e che avrei sofferto con loro nei momenti più tristi. Ma questa è un'altra parte, e non meno importante, della storia.
Uno dei primi canti che mettemmo in repertorio fu appunto la mia "Tradotta" e, come era naturale per un coro che si chiamava "Penne Nere" e che faceva parte della sezione valdostana dell'A.N.A., seguirono altri "canti degli alpini". Il viaggio era cominciato. Ci rendemmo subito conto, però, che il nostro repertorio, come quello della maggior parte dei "cori di montagna" che incontravamo nelle diverse rassegne e che ricalcava il modello ed il repertorio SAT, non dava voce ai canti della propria terra, e che era un peccato, per quanto ci riguardava, trascurare un patrimonio così ricco e interessante come quello del canto popolare valdostano. Ci mettemmo quindi al lavoro e, grazie anche all'aiuto prezioso del Maestro Dante Ghersi , musicista di talento, amico e primo armonizzatore del coro, e di Giorgio Gianoglio, avvocato torinese ed estroso compositore, al quale si devono pezzi come "Le Pays Natal", "MaVallée" e "Vioù Racar", tanto per citarne alcuni, si venne formando, a poco a poco, un vasto repertorio di canti valdostani e di ispirazione valdostana. Il risultato fu che, dopo pochi anni, quando ci invitavano ad una rassegna corale, ci chiedevano espressamente di mettere in programma i "nostri" canti.
La Fonit Cetra di Torino ci propose di registrarli e ne vennero fuori i due album "Canti della Valle d'Aosta n.1" (1964) e "Canti della Valle d'Aosta n.2" (1967). Il lavoro di ricerca, inoltre, ci permise, anche qui con l'aiuto dell'amico Dante Ghersi, di mettere le mani su un manoscritto del Maestro Mario Fighera che, negli anni intorno al 1930, aveva raccolto, a Valtournenche, dalla viva voce di due valligiani, una dozzina di canti per lo più ignoti.
Numerosi riscontri ci confermarono l'autenticità dei canti che lo stesso Fighera armonizzò per il coro e che vennero registrati e pubblicati con il titolo "Nouveaux chants valdôtains d'autrefois" (1983). Intanto il gusto della ricerca ed il piacere di riscoprire le radici della propria cultura ci avevano messo addosso la curiosità ed il rispetto per la cultura degli altri. Il repertorio si allargava e la "Tradotta" ci portava, con frequenti digressioni, verso altre regioni ed altri popoli riportandoci indietro con un bagaglio più ricco di esperienza.
Ma, usando il coro come strumento per fare musica, ci eravamo anche resi conto delle grandi possibilità espressive della voce. In proposito, mi era rimasta in mente una frase che il Maestro Fighera, per parecchi anni Direttore dell'orchestra sinfonica della Rai di Torino, mi aveva detto dopo il concerto che il coro aveva tenuto al Conservatorio di Torino per presentare i canti valdostani da lui armonizzati: "Avete fatto delle cose preziosissime, che neanche con l'orchestra si possono fare". Si riferiva, evidentemente, alle caratteristiche della voce e alla sua possibilità, che gli altri strumenti non hanno, di rivestire i suoni di parole. Ma la voce può anche imitare i degli strumenti. Perché, dunque, non tentare di eseguire con il coro, per esplorare e sfruttare le sue diverse sonorità e possibilità espressive, musiche scritte per altre formazioni o per singoli cantanti? Era una scommessa e, come tutte le scommesse, comportava dei rischi. Ma senza rischi si rischia ... la monotonia e così sono nati gli adattamenti per coro di pezzi strumentali o di accompagnamenti orchestrali come "Recuerdos de la Alhambra" di Tarrega, "L'âme des poètes" di Trenet, il "Miserere" di Zucchero, "Amapola" e, ultima, in ordine di tempo, "Hey Jude" dei Beatles. Le tracce di questo lungo percorso di ricerca sono ben visibili anche nei più recenti album del coro che si intitolano "Fantasia Corale" e "Cincanta".
Sono passati cinquant'anni, il viaggio continua e la "tradotta" non accenna a fermarsi.
Il Piave può attendere."

 

il direttore

Marilena Alberti - il direttore

Marilena Alberti - il direttore

Diplomata in Pianoforte principale, è docente di Educazione Musicale presso la Scuola secondaria di primo grado di Villeneuve (Ao).Ha frequentato corsi di vocalità, direzione di coro, informatica musicale, didattica della voce con i Maestri Barchi, Berrini, Conci, Cordero, Cucci, Donati, Gini, Lanaro, Mazzuccato, Neumann, Paraninfo, Tabbia, Zecchi, Zagni. Ha tenuto corsi di aggiornamento, per conto della Siem, per i docenti della scuola primaria. Ha fondato nel 1998, e ne è stato direttore artistico fino al 2008, il coro "Les Notes Fleuries du Grand Paradis", coro giovanile, con il quale ha svolto un'intensa attività concertistica e ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti (il terzo premio al Concorso Internazionale di Rimini, la fascia oro al XXVI concorso nazionale corale F.Gaffurio di Quartiano). Nel 2007 ha conseguito l'attestato di specializzazione in direzione di coro frequentando il corso organizzato dalla Fondazione Istituto musicale della Valle d'Aosta e patrocinato dalla Comunità Europea. Attualmente è impegnata come direttore del coro scolastico dell'Istituzione Scolastica M.I.Viglino di Villeneuve e collabora con il coro Polifonico di Aosta. Dal 2010 ha assunto anche la direzione del Coro Penne Nere di Aosta.

Guido Sportelli - il direttore storico

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Alessandro Jannel - ex direttore

Architetto per professione, musico per passione. Dopo una breve presenza ai corsi di musica organizzati dal CRAL Cogne di Aosta,...

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Alessandro Comoglio - ex direttore

Ingegnere libero professionista ed insegnante di Matematica e di Topografia, Alessandro è entrato nel coro Penne Nere come "basso" nel...

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